In data 16 gennaio 2008, la Uil Pensionati di Frosinone ha organizzato, per i propri dirigenti e delegati, un Seminario  formativo sulla contrattazione dei Bilanci Preventivi dei Comuni.
Hanno partecipato Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL, responsabile delle Politiche Territoriali e del Lavoro, Luigi Veltro, Esperto Politiche  Territoriali e Domenico Fracasso, Segretario Generale della Uilp di Frosinone.
L’iniziativa era finalizzata alla formazione dei dirigenti e dei delegati che saranno  impegnati nel confronto con i comuni sui bilanci di previsione 2008, che dovranno essere approvati entro il prossimo 31 marzo.
La Uil e la Uil Pensionati  attribuiscono a detto confronto una rilevanza strategica , perché riguarda, oltre a tutto il sistema dei servizi che gli enti locali debbono garantire ai cittadini, una quota rilevante del reddito dei lavoratori e dei pensionati, circa 600 euro all’anno.
Introdurre , attraverso la contrattazione, un sistema di esenzioni ed agevolazioni sulle tasse locali
( Ici, Addizionale irpef , Tarsu  e servizi a domanda ) per le categorie più deboli e i redditi più bassi, significa  realizzare una maggiore equità fiscale e garantire al lavoratore e al pensionato un risparmio che può superare anche i 300 euro annui.
Per dare un’idea di quanto  incidono le tasse locali sul reddito di ogni cittadino, prendiamo in considerazione l’ Addizionale Irpef,
Da un’indagine del Servizio Politiche Territoriali della Confederazione Uil e della Uil Pensionati di Frosinone emerge che dal 1999 al 31 dicembre 2007, l’imposta regionale è passata dallo 0,50 all’1,40%, ossia da 5,00 euro a  14,00  mensili su un reddito lordo di 1000,00 euro.
In Ciociaria, sono 83 i Comuni,  che nel 2007 hanno deliberato l’applicazione dell’Addizionale  IRPEF,  il 91% del totale delle Amministrazioni, con un aumento del 3%, rispetto al 2006 ed è aumentata del 39%, sempre rispetto al 2006, l’aliquota media applicata, che è pari allo 0.43%, nel 2007.
11 Comuni applicano l’aliquota massima dello 0,8%; 33  l’aliquota dallo 0,1% allo 0,4%, 39 Comuni l’aliquota dallo 0,41 % allo 0,79%.
Solo 9 Comuni non hanno applicato l’Addizionale irpef (  Aquino, Belmonte Castello, Colfelice, Gallinaro, Monte S. Giovanni Campano, Roccadarce, San Vittore, Trevi del Lazio, Viticuso ) .
Sono 34 i Comuni che hanno auemtato, per il 2007, l’aliquota, il 37% del totale.
Gli aumenti più consistenti , rispetto al 2006, si sono verificati a La Sgurgola con lo 0,8%, Anagni, Ceprano, Pignataro con lo 0,6%, Casalvieri Campoli, Fumone e Santopadre con lo 0,5%.
Infine sono 14 i Comuni che hanno introdotto soglie minime reddituali di esenzione dell’imposta. Si parte dai 4.500 euro ai 10.000 euro.
Molti Comuni , in questi giorni, stanno predisponendo il bilancio di previsione per il 2008 e dalle notizie che abbiamo  si prevedono consistenti aumenti di tasse e d’ imposte varie; in  particolare ,dell’Addizionale irpef.
Non si tratta solo di conoscere l’entità del fenomeno, ma soprattutto di applicare le imposte comunali in modo più  equo, facendo attenzione  a non premiare chi evade le tasse.
Uil e Uil Pensionati, vogliono richiamare l’attenzione sul fatto che la Finanziaria dello scorso anno, ha sbloccato sì, le aliquote delle Addizionali Comunali, innalzandone anche l’aliquota massima (dallo 0,5% allo 0,8%), ma ha previsto  che i Comuni “possono stabilire soglie di esenzioni per coloro che sono in possesso di specifici requisiti reddituali”, cosa che negli anni precedenti non era possibile. Questa è un’innovazione importantissima che chiediamo di applicare.
Inoltre, “l’alibi dei tagli dei finanziamenti” da parte del Governo non regge, perché i Sindaci sanno bene, che con il passaggio dalle “deduzioni alle detrazioni”, la base imponibile dell’IRPEF Comunale è aumentata
Chiederemo, pertanto, che l’aumento degli introiti, ad aliquote invariate, non vada ad incrementare la “cassa”, ma a beneficio di  “chi le tasse le paga fino all’ultimo euro” e cioè i pensionati ed i lavoratori dipendenti.
Ciò vale per chi non aumenta le aliquote, ma vale soprattutto per quei Comuni che hanno intenzione di aumentarle .
Sappiano i Sindaci, che i pensionati e lavoratori  sono stanchi di pagare, le loro scelte  politiche fatte di sprechi,  pressappochismo e, a volte, di clientelismo.
Non ci convince, poi, la scelta di  una soglia di esenzione legate solo al reddito, ad esempio, di 8000,00 euro annui, dopodichè si è costretti a pagare l’aliquota massima  prevista.
Per questa ragione,  chiederemo ai Sindaci che l’Addizionale IRPEF debba prevedere soglie di “deduzioni per categorie”diverse di cittadini, distinguendo il reddito derivante da pensione e da lavoro dipendente da quello del lavoro autonomo e prevedere la progressività dell’aliquota per scaglioni di reddito.
Del resto,  anche per  l’IRPEF Nazionale, la NO TAX AREA è diversa per dipendenti, pensionati e autonomi e, soprattutto, viene applicata l’aliquota in modo progressivo, cosa questa prevista dalla Costituzione e che dovrebbe, di conseguenza, essere applicata anche a tutto il sistema tributario  regionale e comunale.
Siamo contrari ad ulteriori aumenti della pressione fiscale a livello locale, perché non più sopportabili dai bilanci familiari, specie dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, i cui redditi insufficienti sono la vera emergenza del Paese.
Per questo proporremo che, a fronte  dei sacrifici che vengono richiesti ai cittadini, siano operate scelte eque e attente allo sviluppo e alla giustizia sociale.
Se ciò non dovesse accadere, le Amministrazioni comunali dovranno sapere  che non ci limiteremo solo a generiche proteste verbali, ma agiremo con atti e fatti concreti, analizzando ogni singola “Voce di Bilancio”, denunciando sprechi e privilegi  e organizzando azioni di protesta dei cittadini.

Data. 18 gennaio 2008

Domenico  Fracasso

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