NEWS Top News — 06 novembre 2013
Le Previsioni Ue allarmano l’Italia
Deficit italiano in crescitaocchiali Euro
Dichiarazioni di Rehn e Saccomanni

Peggiorano le stime Ue sul deficit italiano: a maggio Bruxelles prevedeva un 2,9% nel 2013, mentre oggi sale invece al 3%, mentre il 2,5% che aveva previsto nel 2014 sale al 2,7%.

La Commissione scrive: «Dopo i grandi sforzi del 2012 rallenta la correzione di bilancio», e aggiunge che, a politiche invariate, prevede nel 2015 un disavanzo al 2,5%.

Il vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn: «Ci sono segnali crescenti che l’economia europea ha raggiunto un punto di svolta, ma è troppo presto per cantare vittoria perché la disoccupazione resta a livelli inaccettabilmente alti».

«C’è ancora un grande bisogno di consolidamento dei conti in Italia, L’Italia, come anche la Spagna, ha ancora ampio bisogno di aggiustamenti».

«Modifiche legge Stabilità siano coperte. Le previsioni sul deficit comprendono le misure della legge di stabilità, quindi confido che le autorità italiane assicureranno che qualunque cambiamento dovessero fare alle legge sarà finanziato in modo credibile».

«Per il rischio sforamento l’Italia attivi la salvaguardia. Il 3% di deficit per quest’anno è previsto tenendo conto di tutte le entrate che ancora devono esserci da qui a fine anno, come la riscossione delle tasse,ma qualora non vi fossero queste entrate il governo deve utilizzare la clausola di salvaguardia già prevista nelle misure che ha preso finora per non sforare il 3%».

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni a Londra, commenta le nuove stime della Commissione Ue: «La previsione al ribasso della Ue era nota, non è un dramma. Non vedo un fatto nuovo. [..] Le nostre stime sono basate su un modello econometrico che usa tutti i dati a nostra disposizione. Non tutti sono a disposizione della maggioranza degli analisti. Così siamo giunti alla nostra previsione, se risulterà sbagliata ne prenderemo atto», ha aggiunto Saccomanni, spiegando che «lavoriamo» su variazioni nell’ordine «dello 0,1 o 0,2%». Non vedo tutto il dramma che si fa su queste cifre, come se ci fosse chissà quale intento fuorviante.».

Intervenendo poi sull’ Imu: «Non sarà facile evitare la seconda rata dell’Imu ma si può fare».

Certo, riguardo l’Imu «bisogna prima prendere le decisioni e poi annunciarle», in ogni caso il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha sottolineato che «il reperimento delle risorse non è facile, si tratta di trovare consenso politico se si vuole intervenire in un modo rispetto che in un altro».

Sulla disoccupazione afferma: «Quello sulla disoccupazione è un dato doloroso cui siamo estremamente attenti. Ma non inficia le prospettive di crescita. Il fatto che ci sia disoccupazione non vuol dire che non c’è ripresa».

Silvia Morini

(*Fonti:
“Il Messaggero”

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