NEWS Top News — 20 novembre 2013
In protesta anche i precari della scuola a Reggio Calabria

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Aderendo al percorso di mobilitazione intrapreso dal segretario nazionale della UIL TEMP Massimo Servello, ieri davanti la prefettura di Reggio Calabria si è tenuto il presidio dei lavoratori CoCoCo ex LSU ATA al quale hanno partecipato ben 50 lavoratori dei 53 impegnati in vari istituti scolastici della provincia.

Fortemente voluta dal segretario regionale della UIL TEMP Gianvincenzo Petrassi, la mobilitazione è stata organizzata affinché, attraverso un autorevole intervento del Prefetto, giunga un sollecito al Ministro dell’Istruzione perché si occupi della stabilizzazione del personale che da quasi venti anni vive una situazione di precarietà lavorativa.

Una delegazione di lavoratori, accompagnati dal segretario provinciale della UIL Temp Stefano Princi e da Leonardo Del Giudice delegato dalla segreteria provinciale alla problematica lavorativa dei cococo è stata ricevuta dal Dr. Martino capo di gabinetto del Prefetto di Reggio Calabria Dr. Vittorio Piscitelli, il quale ha assicurato l’ invio di un documento di sollecito al Ministro dell’Istruzione.

Con particolare riferimento alle procedure di stabilizzazione previste, si è posta l’attenzione sulla bocciatura dell’emendamento all’art. 11 (11.175) della Legge di stabilità 2014, nonostante fosse stato dichiarato ammissibile, quindi giuridicamente fondato con clausola di invarianza finanziaria(*), alla riunione del 24 ottobre u.s. presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli ex Lsu e i possibili sviluppi, all’ordinanza del Tar del Lazio del 04/10/2013 e a quella definitiva che dovrebbe emettere il 2 dicembre, il futuro lavorativo dei lavoratori Co.Co.Co è alquanto incerto.

Esasperati i lavoratori cococo ex Lsu assimilati ATA che da quasi 20 anni sono precari delle scuole e che in base all’art. 4 del D.Lgs 81/2000 dovevano essere stabilizzati entro cinque anni.

*Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

2. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto le amministrazioni interessate provvedono nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Silvia Morini

(*Fonti:

http://www.pmi.it

http://www.diritto.it)

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