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L’AIDS è la malattia provocata dal virus HIV che ancora semina dolore e morte in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi dell’Africa Sub-sahariana dove l’infezione è più diffusa, e dove accedere alle cure è molto più difficile.

In occasione della Giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, facciamo un breve riepilogo informativo sulla malattia: come si trasmette, quali sono i sintomi, quali sono le terapie attualmente disponibili, e come si previene.

AIDS è un acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, cosa signfica? Che il virus dell’HIV, una volta entrato nel corpo umano, dopo un periodo di incubazione e latenza distrugge il sistema immunitario dell’organismo esponendolo a infezioni di varia natura, tumori inclusi, che portano alla morte in breve tempo. In buona sostanza il malato di AIDS è del tutto privo di difese contro qualunque agente patogeno, e può ammalarsi e morire di polmonite come di infezioni batteriche multiple. Il contagio del virus avviene attraverso il contatto con alcuni fluidi corporei della persona già infetta, e questi sono:

  • Liquido seminale
  • Fluidi vaginali
  • Sangue
  • Latte materno

Non la saliva, e neppure il sudore. Come si intuisce facilmente, si può contrarre dunque l’HIV attraverso contatti sessuali sia omo che etero non protetti, attraverso lo scambio di siringhe infette o trasfusioni con sangue infetto, attraverso l’allattamento materno o nel momento delparto per i neonati. I sintomi del contagio sono del tutto inesistenti per un lungo periodo. Nello specifico, per quanto riguarda l’AIDS, si parla di una manifestazione conclamata della malattia anche a distanza di 20 anni dal contagio.

Il virus HIV si può manifestare una prima volta in forma acuta circa un mese dopo il contagio con una sindrome influenzale che dura 28 giorni, i cui sintomi sono:

  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Febbre
  • Mal di gola
  • Eruzioni cutanee
  • Dolori muscolari e articolari
  • Malessere generale
  • Afte e stomatiti del cavo orale

Una volta che questa prima fase sia passata, il virus rimane in stadio di latenza per un periodo assolutamente variabile. Si va dalle 2 settimane ai 20 anni, prima che la malattia si manifesti con i suoi sintomi perniciosi che portano alla morte, tra cui dimagrimento, stanchezza, febbre, diarrea, infezioni. In questa fase esiste un modo per ritardare l’AIDS, ed è seguire, a vita, una terapia con farmaci retrovirali che di fatto “addormentano” il virus.

E’ la cura che una persona sieropositiva può seguire per condurre una vita del tutto normale per tantissimi anni. E’ molto importante, però, giungere alla diagnosi di sieropositivà precocemente, perché quanto prima (dal contagio) si comincia la terapia retrovirale, tanto maggiori saranno le chances di allontanare lo spettro della malattia. La cura vera, potrebbe arrivare dal vaccino, ma nel frattempo la prevenzione resta senza dubbio il sistema privilegiato per impedire al virus HIV di contagiarci. Usare il preservativo durante i rapporti sessuali, rimane, soprattutto per le donne che sono le più esposte al rischio, il sistema pià efficace e sicuro di prevenzione.

Ricerca, sperimentato primo vaccino pediatrico. L’Italia è uno dei paesi al mondo dove la mortalità è più bassa. Inoltre i farmaci antiretrovirali, che hanno contribuito a tenere sotto controllo l’infezione, si stanno diffondendo sempre di più: nei paesi a basso e medio reddito vi hanno accesso circa 10 milioni di persone. A livello di ricerca e innovazioni terapeutiche, la più importante è stata presentata pochi giorni fa, e si tratta del primo vaccino terapeutico pediatrico al mondo contro l’Hiv, sperimentato con successo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma su 20 bambini. Si tratta di un vaccino che funziona “educando” il sistema immunitario di una persona infetta a reagire contro il virus, tenendolo sotto controllo. Se dovesse funzionare, in futuro si potrebbe arrivare a poter sospendere i farmaci per questi pazienti.

Le morti legate all’Aids tra gli adolescenti aumentate del 50%. Queste le notizie positive. Ma non mancano i segnali allarmanti. Come il fatto che, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono due milioni gli adolescenti sieropositivi nel mondo, che spesso hanno meno possibilità degli adulti di accedere alle terapie e alle informazioni necessarie per curarsi. Che le morti legate all’Aids tra gli adolescenti tra 10 e 19 anni sono aumentate del 50 per cento tra il 2005 e il 2012, passando da 71mila a 110mila casi. Che 19 milioni di malati non hanno accesso ai farmaci antiretrovirali e che nel 2012 le infezioni da Hiv diagnosticate in Europa sono aumentate dell’8 per cento rispetto al 2011. In Italia invece il numero delle nuove diagnosi rimane sostanzialmente lo stesso da tre anni, cioè circa quattromila. E, come rilevano gli infettivologi, si scopre di essere sieropositivi tardi, in un quarto dei casi quando ormai la malattia è in fase conclamata. La trasmissione del virus avviene principalmente per via sessuale, mentre diminuiscono i casi dovuti all’iniezione di sostanze.

Informazioni e raccolta fondi. Tante le iniziative organizzate per la ricorrenza del primo dicembre. Chi avrà domande e informazioni da chiedere potrà rivolgersi, nella giornata di domenica, agli esperti del Telefono Verde Aids dell’Istituto superiore di sanità (800.861.061), dalle 10 alle 18. L’attività di counseling telefonico sarà disponibile in italiano, inglese, francese e portoghese. La Lila (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids) lancia una raccolta fondi, con sms al 45505 fino all’8 dicembre, a sostegno del Progetto Donna-Prevenzione al femminile. Il nostro Paese infatti è agli ultimi posti in Europa nell’uso del profilattico e le donne sono quelle più a rischio. Con quanto raccolto la Lila sosterrà interventi per le donne italiane e straniere, con attività di prevenzione dell’Hiv e diverse iniziative sul territorio nazionale, tra cui linee telefoniche dedicate, sportelli di ascolto nelle sedi locali, produzione di materiali informativi. C’è chi invece come Rosaria Iardino, prima consigliera comunale sieropositiva dichiarata a sedere sui banchi di Palazzo Marino a Milano, ha donato nei giorni scorsi in aula a consiglieri e assessori un profilattico e una spilla con il nodo simbolo della lotta all’Aids. E visto che circa un quarto delle infezioni l’anno scorso sono state nella sola Lombardia, chiede più distributori di profilattici in città, con un occhio di riguardo alle scuole.

Silvia Morini

(*Fonti:
http://scienzaesalute.blogosfere.it
http://www.ilfattoquotidiano.it)

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