NEWS Top News — 19 dicembre 2013

Angeletti: Ridurre i costi della politica

23,2 miliardi, pesano 757 euro per cittadino

angeletti_uil16/12/2013 | Sindacato.

(AGI) – Roma, 16 dic. – I costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a 23,2 miliardi di euro tra funzionamento di organi istituzionali, società pubbliche, consulenze e costi “derivanti dalla sovrabbondanza del sistema istituzionale”.

E’ quanto stima la Uil nel III rapporto ‘I costi della politica’.“Una somma – si legge nel rapporto – pari a 757 euro medi annui per contribuenti, che pesa l’1,5% sul Pil”.

“Un milione di persone vivono di politica – ha detto il segretario del sindacato, Luigi Angeletti quasi il 5 per cento della forza lavoro. Ridurre questo numero si può anche attraverso una riforma della Costituzione”.

III RAPPORTO

“I COSTI DELLA POLITICA”

DICEMBRE 2013

I costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa  23,2 miliardi di euro, tra funzionamento di organi istituzionali, società pubbliche, consulenze e costi (per mancati risparmi) derivanti dalla “sovrabbondanza” del sistema istituzionale.

Nel dettaglio, per il funzionamento degli Organi Istituzionali (Stato Centrale e Autonomie Territoriali), nel 2013 si stanno spendendo oltre  6,1 miliardi di euro, in diminuzione del 4,6% rispetto all’anno precedente (293,3 milioni di euro in meno); per le consulenze 2,2 miliardi di euro e per il funzionamento degli organi delle società partecipate, 2,6 miliardi di euro; per  altre spese (auto blu, personale di “fiducia politico”, Direzione ASL, ecc.) 5,2 miliardi di euro; per il sovrabbondante sistema istituzionale 7,1 miliardi di euro.

Una somma pari a 757 euro medi annui per contribuente, che pesa  l’1,5% sul PIL.

Sono oltre 1,1 milione le persone che vivono direttamente, o indirettamente, di politica, il 5% del totale degli occupati nel nostro Paese.

Un esercito al cui vertice ci sono oltre  144 mila tra Parlamentari, Ministri,

Amministratori Locali di cui 1.041 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari; 1.270 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali;  3.446 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali;  138.834 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali.

A questi si aggiungono gli oltre 24 mila consiglieri di amministrazione delle società pubbliche; oltre  45 mila persone negli organi di controllo;  39 mila persone di supporto degli uffici politici (gabinetti degli organi esecutivi nazionali e locali, segreterie di Ministri, Sindaci, Presidenti di Regioni e Province, Assessorati ecc.). Inoltre, sono  324 mila le persone di apparato politico (“portaborse”, collaboratori gruppi parlamentari e consiliari, segreterie partiti, collegi elettorali ecc.) e  545 mila coloro che hanno contratti di consulenze e incarichi.

COSTI PER IL FUNZIONAMENTO ORGANI CENTRALI DELLO STATO

Per il funzionamento degli Organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, Indirizzo politico dei Ministeri), secondo il budget preventivo, rivisto nel mese di Luglio 2013, quest’anno i costi saranno di quasi 3 miliardi di euro (97 euro medi per contribuente), in diminuzione del 4% rispetto al 2012 (123,2 milioni di euro in meno).

Per il funzionamento della  Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati,  Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, per il 2013, sono previste spese per 1,8 miliardi di euro (59 euro per contribuente), in diminuzione dell’8,2% rispetto al 2012 (162,2 milioni di euro in meno).

Nello specifico, il costo relativo al 2013 per la Presidenza della Repubblica, è pari a  228 milioni di euro, pari a quanto speso nel 2012; le spese per la Camera dei Deputati ammontano a  943 milioni di euro, in diminuzione del 5% rispetto al 2012 (50 milioni di euro); le spese relative al Senato della Repubblica a  505 milioni di euro, in diminuzione del  4,2% (22 milioni di euro); gran parte della diminuzione deriva dal “taglio” ai rimborsi elettorali per i partiti. I rimborsi per le spese elettorali ammontano a 91,4 milioni di euro, in diminuzione del 50% rispetto al 2012.

Le spese relative alla Corte Costituzionale ammontano a  52,7 milioni di euro, come nel 2012.

Per il funzionamento della Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CNEL, CSM, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, sono previste spese per 501 milioni di euro, (16 euro per contribuente), in aumento dello 0,3% rispetto al 2012.

In particolare, per il funzionamento della Corte di Conti la spesa  è di  269 milioni di euro; le spese per il Consiglio di Stato ammontano a 176,3 milionidi euro; le spese di funzionamento del CSM ammontano a  34,7 milioni di euro; le spese del CNEL ammontano a 19,1 milioni di euro; le spese per il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia sono  1,8 milioni di euro.

Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, per il 2013, sono previste spese per  458,6 milioni di euro (15 euro per contribuente), in aumento dell’11,6% rispetto al 2012.

I costi per  l’indirizzo politico dei Ministeri (che comprendono esclusivamente i costi di funzionamento dei Centri di responsabilità amministrativa quali il Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro) ammontano a 201,7 milioni di euro (7 euro per contribuente), in diminuzione del 4,7% rispetto al 2012.

In particolare la spesa diminuisce in 8 Dicasteri (Economia, Esteri, Istruzione, Interno, Ambiente, Agricoltura, Beni Culturali e Salute); mentre aumenta in 5 Dicasteri (Sviluppo Economico, Lavoro, Giustizia, Infrastrutture, Difesa).

COSTI PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI

Per gli  Organi di Regioni, Province e Comuni (funzionamento Giunte e Consigli), i costi ammontano a  3,1 miliardi di euro (101 euro medi per contribuente), in diminuzione del 5,1% (170 milioni di euro).

Nel 2013, dopo gli scandali che hanno travolto molte Regioni, il costo stimato nei Bilanci preventivi per il funzionamento dei Consigli e Giunte Regionali, escluse le spese elettorali per il rinnovo di alcuni Consigli, è comunque di oltre  1 miliardo di euro (33 euro medi per contribuente), in diminuzione dell’11,5% rispetto al 2012 (133 milioni di euro).

Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e Giunte, come si ricava dai Bilanci di previsione del 2012, è di 409 milioni di euro (13 euro medi per contribuente), in diminuzione del  5,8% rispetto all’anno precedente.

Per i Comuni, comprese le forme associative (Comunità Montane e Unioni dei Comuni), nel 2012, il costo per il funzionamento delle Giunte e Consigli è stato di quasi 1,7 miliardi di euro (55 euro medi pro capite), in diminuzione dello 0,7% rispetto all’anno precedente.

INCARICHI E CONSULENZE

Per le  consulenze, gli incarichi, le collaborazioni (riguardano sia gli incarichi e collaborazioni affidati dalla Pubblica Amministrazione agli esterni, sia gli incarichi e collaudi retribuiti affidati a dipendenti interni, nonché le consulenze affidate dalle società pubbliche), le spese ammontano a 2,2 miliardi di euro (con un costo medio per contribuente pari a 72 euro), di cui: 1,3 miliardi di euro per incarichi e consulenze della Pubblica Amministrazione,  350 milioni di euro per incarichi retribuiti a dipendenti pubblici; oltre  580 milioni di euro per incarichi e consulenze conferiti da società pubbliche.

SOCIETA’ ED ENTI PUBBLICI

Per i compensi, le spese di rappresentanza e il funzionamento dei consigli di amministrazione e degli organi collegiali di Società, Consorzi, Enti e Fondazioni pubbliche o partecipate dalla Pubblica Amministrazione, la spesa ammonta ad oltre 2,6 miliardi di euro (con un costo medio per contribuente di 86 euro).

ALTRE SPESE (AUTO, BLU, PERSONALE DI NOMINA POLITICA, ASL ECC)

I costi per la  “mobilità” (auto blu e grigie, taxi, vetture a noleggio, ecc.), secondo una stima UIL molto prudente, ammontano a circa 2 miliardi di euro

l’anno (il Formez stima a Novembre il costo a oltre 1 miliardo di euro escludendo però le spese per i noleggi, taxi, le auto di sicurezza e quelle

assegnate ad personam).

Il costo per il funzionamento della “Direzione” (Direttore Generale, Direttore Amministrativo, Direttore Sanitario) delle  222 Aziende Sanitarie e

Ospedaliere,  è di oltre  390 milioni di euro; mentre il costo dei Consigli di Amministrazione degli Ater/Aler (edilizia pubblica)  è di circa  45 milioni di

euro.

I costi per il personale contrattualizzato di nomina politica (Dirigenti, Direttori, Funzionari), secondo nostre stime, si aggirano intorno a 2,8 miliardi di euro

l’anno.

Fin qui i costi diretti ed indiretti della politica.

COSTI DEL SOVRABBONDANTE SISTEMA ISTITUZIONALE

Ma si possono e si devono, inoltre, ottenere risparmi di spesa, che la UIL quantifica in almeno  7,1 miliardi di euro, approntando una riforma per ammodernare e rendere più efficiente il nostro sistema istituzionale.

Basti pensare che, se si accorpassero gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, il risparmio ammonterebbe a circa 3,2 miliardi di euro: per il solo costo della “Funzione generale di amministrazione” (anagrafe, segreteria generale, stato civile, uffici elettorali,uffici tecnici), la spesa ogni anno è di oltre 15 miliardi di euro.

Per quanto riguarda le Province – al di là della revisione circoscrizionale contenuta nel Decreto sulla  “Spending Review” – se la loro spesa fosse indirizzata esclusivamente ai compiti che la Legge gli attribuisce, il risparmio sarebbe di 1,2 miliardi di euro annui, come viene ormai riconosciuto anche dalla stessa UPI. Infatti, già da qualche anno a questa parte, è iniziata una cura dimagrante che ha portato il livello della loro spesa dai 14,1 miliardi di euro del 2008 agli 11,6 miliardi di euro del 2012.

Sul fronte delle Regioni, negli ultimi due anni ci sono stati timidi segnali di risparmi relativi ai costi  “istituzionali”, seppur a macchia di leopardo. Così come va segnalato il fatto che, in quasi tutte le Regioni, si è deliberato per il superamento dei vitalizi, ma a partire dalla prossima Legislatura. C’è stata una riduzione (Decreto Monti), del numero dei Consiglieri, che però, fa da contraltare all’uso delle nomine di  “Assessori esterni” (120 Assessori non Consiglieri).

In ogni caso, al di là dei costi istituzionali, con una più “sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, tra spese per il personale delle segreterie degli Assessori, sedi di rappresentanza, ecc., si potrebbero risparmiare  1,5 miliardi di euro.

Oltre 1,2 miliardi di euro l’anno potrebbero arrivare da una razionalizzazione del funzionamento dello Stato centrale e degli uffici periferici, anche a seguito

del decentramento amministrativo avvenuto in questi anni.

CONCLUSIONI

Alla luce di questi dati, nonostante i timidi segnali fatti registrare negli ultimi tempi (non ultimo il decreto sul superamento del finanziamento ai partiti) la UIL ritiene che una parte preponderante della spesa improduttiva del nostro Paese sia rappresentata, ancora, dai cosiddetti “costi della politica”, che non sono riconducibili solo agli stipendi degli eletti, quanto all’abnorme numero di strutture e centri di costo spesso inefficienti ed inefficaci.

I vari Decreti approvati nell’ultimo  anno (spending review, enti locali ecc.), insieme a quelli in discussione (superamento delle Province e assetto dei Comuni, finanziamento pubblico ai partiti), danno soltanto delle parziali e insufficienti risposte al tema dell’eccesso di  costi di funzionamento degli Enti Istituzionali e della sovrapposizione di ruoli e funzioni.

Ci vorrebbe più coraggio da parte della politica italiana per ridare forza e credibilità al proprio ruolo, con delle vere riforme atte a riordinare e semplificare l’assetto istituzionale del Paese.

Da questo punto di vista, non è più rinviabile la revisione del Titolo V della Costituzione, a partire dalla revisione del numero dei livelli istituzionali e dalla ripartizione delle competenze tra Stato e Autonomie Territoriali.

Così come non sono più rinviabili la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto e l’approvazione di un disegno organico dell’ordinamento degli enti Territoriali basato su  “chi fa cosa” tra Stato ed Autonomie.

In quest’ultimo caso auspichiamo che, oltre al superamento dell’attuale assetto delle Province, si proceda con l’accorpamento dei Comuni sotto ai 15 mila abitanti e la soppressione o il riordino di tutti gli enti intermedi di area vasta (ATO, Consorzi, Distretti ecc.), con il “dimagrimento” del numero dei componenti degli organi elettivi ed esecutivi a tutti i livelli di governo. Bisogna ridurre all’essenziale gli incarichi e le consulenze di nomina politica, valorizzando le risorse umane già operanti, a tutti i livelli, nelle pubbliche amministrazioni.

Va rivisto urgentemente, ed una volta per tutte, l’attuale sistema dei rimborsi elettorali ai partiti, legandolo, magari, alle spese realmente sostenute in campagna elettorale e, contemporaneamente, va ridotto in maniera drastica il finanziamento dei gruppi parlamentari e consiliari regionali.

E’ indispensabile mettere mano alla moltitudine di Enti e Società pubbliche, spesso improduttive e fonte di produzione di deficit, razionalizzandone il numero e le funzioni e favorendone il dimensionamento con l’intento di creare economie di scala. È necessario sia diminuire il numero dei componenti dei consigli di amministrazione delle controllate pubbliche e abbatterne i compensi sia chiudere le società che non svolgono funzioni essenziali per l’ente, anche in relazione alla riforma dei servizi pubblici locali, anche riportando nella gestione diretta delle istituzioni queste funzioni.

Sono queste le scelte che avvicinano i cittadini alla politica e all’amministrazione del “bene comune”.

Quando pongono il tema del contenimento della spesa pubblica, i nostri governanti e il legislatore dovrebbero occuparsi di tutto ciò e dovrebbero introdurre i costi standard a tutti i livelli non solo per la spesa dei servizi, ma anche per i costi della politica.

E’ un’operazione che  “si può” e  “si deve” fare perché ridurre i costi e, soprattutto, gli sprechi della politica, non sia un semplice slogan.

REPORT SOCIETÀ PUBBLICHE ( settembre 2013)

Il presente report sulle  “società pubbliche”,  è stato redatto elaborando i dati del Ministero dell’Innovazione e confrontandoli e integrandoli con i dati tratti dai siti internet delle Regioni e Province (tutte), con i Comuni capoluogo di provincia e con l’elaborazione di 30 bilanci di Società.

Nel 2012, le Società, Consorzi, Enti e Fondazioni partecipati dalla Pubblica Amministrazione, sono 7.057. Gli Enti costituti in forme societarie (SPA e SRL), sono passate dalle 300 degli anni 90 alle 3.359 del 2011.

6.620 Società ed Enti (il  93,7% del totale), sono partecipati interamente o in quota parte dalle Regioni ed Enti Locali, mentre 437 sono Enti e Società partecipati dalla Pubblica Amministrazione Centrale (Ministeri, INPS, INAIL ecc.).

Per quanto riguarda le  “poltrone”, tra  Consigli di Amministrazione, Amministratori delegati ecc., sono 24.432, a cui vanno aggiunti 21.171 persone preposte agli organi di controllo (collegi dei revisori e collegi sindacali) ed oltre 23.375 consulenti, per un totale di 68.978 persone.

Per i compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ed Enti, locali e nazionali, si sono spesi, nel 2011 (ultimo dato disponibile), 2,6 miliardi di euro, a cui si aggiungono oltre 580 milioni di euro per le consulenze.

A livello locale, per quanto concerne la tipologia delle società, si tratta per 1/3 di società, enti, e consorzi che hanno tra la loro ragione sociale la fornitura di gas, elettricità, acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale, ovvero servizi essenziali per gli Enti Locali.

Ma tra loro vi sono anche gli Ato (ambiti territoriali ottimali, ovvero programmazione di area vasta per i servizi), aziende socio assistenziali, centri di  formazione, banche, autostrade, piccoli aeroporti, centri fiere, società culturali e teatrali ecc.

Il 7,7% del totale delle società (545), sono Enti “inattivi”, ovvero Enti costituiti, con un proprio CdA regolarmente in carica, ma che non esercitano alcuna funzione e rappresentano soltanto un costo per gli “azionisti”. Poi ci sono una miriade di società che sono in liquidazione, ma che continuano a drenare risorse pubbliche.

Tra l’altro, nello scorrere gli elenchi di tali Società, si sfatano anche dei “miti e tabù” che vedono nel Mezzogiorno un “poltronificio”.

Ebbene: l’82%  delle poltrone sono concentrate nel Centro Nord, mentre i costi di gestione per singolo ente sono mediamente molto più alti nel Mezzogiorno.

Nell’universo “immenso” delle società ed enti pubblici ve ne sono una moltitudine che hanno delle caratteristiche non del tutto appropriate. E’ il caso delle società partecipate da Comuni per la gestione di piccoli aeroporti.

NOTA METODOLOGICA

I dati dei costi per il funzionamento degli Organi Costituzionali, Presidenza del Consiglio, Uffici di indirizzo politico dei Ministeri, sono stati estratti dal Budget  preventivo rivisto a Luglio del 2012 e 2013.

Per quanto riguarda la Presidenza del Consiglio, il dato riguarda soltanto i costi di funzionamento dell’istituzione e non la dotazione complessiva del suo Bilancio di spesa.

I dati dei costi per il funzionamento delle Giunte e Consigli delle Regioni, è una elaborazione UIL sui bilanci di previsione iniziali anni 2012 e 2013.

Nello specifico, per le Regioni i dati elaborati tengono conto dei costi complessivi del funzionamento dei Consigli Regionali (costi del personale dipendente, indennità dei Consiglieri, l’acquisto di beni e servizi, affitti, manutenzione, utenze ecc.), mentre per il funzionamento delle Giunte non sono stati considerati i costi del personale addetto alle singole segreterie degli Assessori, acquisto di beni e servizi ecc., che vengono stimati nel sistema della “sovrabbondanza istituzionale”. Non sono considerati, altresì, i costi per le elezioni dei rinnovi dei Consigli Regionali avvenuti nel corso dell’anno (Lombardia, Lazio, Molise, Basilicata, Province Autonome di Trento e Bolzano).

I dati del numero delle cariche elettive è aggiornato a Giugno 2013, mentre le persone che “vivono di politica”, sono una stima della UIL fatta su “realistiche” basi oggettive (banca dati incarichi e consulenti, analisi dei Bilanci degli Enti sul personale di nomina politica, sui siti internet delle amministrazioni,  “economia politica”, che ruota intorno ai partiti (comitati elettorali, segreterie partiti, collegi elettorali, “portaborse”, ecc.).

I dati per i costi di funzionamento delle Giunte e dei Consigli delle Province, sono una elaborazione UIL sui relativi Bilanci di previsione anno 2012; mentre per i Comuni, i dati sono frutto di una stima della UIL su una elaborazione riferita a 1.890 Bilanci di previsione di Comuni grandi, medi e piccoli.

Le proiezioni sono state confrontate con i rendiconti dell’anno 2011 pubblicati dall’ISTAT (ultimo dato disponibile).

Si specifica che il capitolo di spesa analizzato,  è relativo alla spesa corrente nella  “funzione generale di amministrazione e controllo” inerente il servizio  “spese organi istituzionali, partecipazione e decentramento”, ovvero, le spese per il funzionamento per Giunta e Consiglio.

Pertanto, i dati non si riferiscono soltanto alle indennità degli amministratori locali, bensì tengono conto delle varie voci, riportate per “interventi”, che compongono il totale della spesa. In tali spese 18 non sono compresi i costi del personale di supporto agli uffici politici (art. 90 Testo Unico Enti Locali), che sono invece calcolati nel dato riferito ai costi del personale contrattualizzato di nomina politica.

I dati dei costi per gli Organi delle Società, Enti, sono una stima-proiezione UIL su dati Ministero dell’Innovazione, completati dai dati estratti dai siti internet dei Comuni capoluogo, Province e Regioni e sul sistema delle “Holding” di quest’ultimi Enti, nonché un’analisi a campione sui Bilanci di 30 Società nell’anno 2011.

I dati per le consulenze e gli incarichi, nascono da una elaborazione UIL su dati del 2011 del Ministero del’Innovazione (ultimo dato pubblico disponibile), rapportati con i dati DEL 2012 estratti dai siti internet dei Comuni (capoluoghi di provincia), Province, Regioni, Enti Pubblici, Ministeri, Agenzie, Società pubbliche ecc.

La stima dei costi di quello che abbiamo definito “il sovrabbondante sistema istituzionale”, contiene stime UIL: analisi della spesa dei Bilanci di Stato, Regioni ed Enti Locali, in particolare le spese per le commissioni, comitati tecnici e scientifici, uffici di rappresentanza,  uffici  decentrati, organizzazione “dipartimentale”, spese per le funzioni generali di amministrazione ecc.

I dati sulla “mobilità”, sono una stima UIL su dati Formez (Novembre 2013), completati da una analisi sui Bilanci dello Stato, Regioni, Province, Comuni, Enti Pubblici. La stima tiene conto anche delle auto  “assegnate ad personam” degli oneri di ammortamento, logistica (parchi auto, carburante ecc), noleggi e spese per taxi.

(*Fonti:
http://www.uil.it/)

Share

About Author

admin

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.