2013 Comunicati Stampa — 30 dicembre 2013

assemblema quadri sindacali

Oggi 17 dicembre 2013 presso la sala Tirreno della Giunta Regionale del Lazio,
si è tenuto l’attivo unitario dei Quadri e dei Delegati sindacali di FP CGIL, CISL FP e
UIL FPL rappresentativi di tutta la Sanità Pubblica e Privata del Lazio per discutere
sul tema “Salute, Lavoro: cambiare si deve.”

 Il perseverare del ministero dell’economia con la politica dei tagli che non fa il conto con il diritto alla salute mette a serio rischio la sopravvivenza del SSR. Si continua a tagliare sul personale, ma i costi del sistema continuano a crescere.

 Tant’è che la spesa per Beni e Servizi è lievitata negli ultimi sette anni ben oltre il consentito. L’attuale crisi del Sistema Sanitario Regionale è testimoniata in primo luogo nel versante pubblico dalla carenza di personale che ha oltrepassato i livelli di guardia: l’impossibilità di procedere ad assunzioni a seguito del blocco del turn-Over e il perdurare del piano di rientro che affligge il Sistema da oltre sette anni contribuiscono a disegnare le pericolose spirali di un circolo vizioso in cui le uniche soluzioni adottate fino ad oggi sono state quelle dei tagli indiscriminati.

Le conseguenze sono sotto gli occhi dei cittadini del Lazio.

L’emergenza sanitaria è testimoniata dalla continua erosione dell’offerta dei servizi sanitari pubblici e di qui l’aumentare delle liste di attesa, che mettono a rischio e repentaglio la vita dei cittadini portando il sistema di emergenza al collasso.

 Le interminabili attese fuori ai pronto soccorso, ed i ricoveri su barelle che si trasformano in letto di degenza sono ormai il pane quotidiano dei nostri concittadini che necessitano di essere curati.

In tal modo si favorisce ed incentiva l’emigrazione sanitaria al di fuori della regione per la ricerca di una soluzione assistenziale più rapida ed adeguata. A tali carenze e disagio si sommano la beffa dell’aumento delle addizionali IRPEF e l’incremento dei ticket che arrivano a superare in taluni caso il costo della prestazione e che di conseguenza inducono il Paziente a rivolgersi presso strutture private, che con le attuali regole attivano una concorrenza sleale nei confronti del pubblico e privato accreditato.

Sul versante del privato accreditato la mancanza di regole certe e di controlli da parte degli organi regionali di vigilanza fanno si che le dotazioni di personale in servizio siano quasi sempre ai limiti di quelle previste in caso di sciopero. E’ altresì deprecabile il ricorso oltre il consentito alle prestazioni lavorative con personale non contrattualizzato e che proprio in forza della precarietà del rapporto di lavoro soggetto più di altri al continuo ricatto occupazionale. La rincorsa a contratti di lavoro sempre più convenienti per i datori di lavoro e sempre più penalizzanti sotto il profilo giuridico ed economico per i lavoratori, sottoscritti con sindacati di comodo ed applicati con il silenzio degli organi regionali di controllo. Datori di lavoro che non sono più imprenditori, ma che scaricano sui lavoratori il rischio di impresa e si permettono di non pagare stipendi, quando non anche contributi, alle loro maestranze.

 In tale ottica si rende indispensabile una tempestiva assunzione di responsabilità degli organi istituzionali. Responsabilità a cui le Organizzazioni Sindacali non si sottraggono reclamando la necessità di adottare provvedimenti urgenti nel tentativo estremo di salvare il Servizio Sanitario Regionale.

 L’assemblea dei Quadri e Delegati di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL per raggiungere gli obiettivi di tutela della salute dei Cittadini e salvaguardia dei lavoratori dipendenti della sanità pubblica e privata, avanza pertanto le seguenti richieste:

  Apertura immediata di un Vero tavolo permanente ove confrontare e condividere le scelte che devono essere prese al più presto per rilanciare la sanità della nostra Regione a partire da:

 1. Stabilizzazione del personale precario ed immediata applicazione dell’accordo già sottoscritto con la Cabina di Regia e che prevede come poi confermato dalla direttiva ministeriale una proroga al 31/12/2016.

 2. Piano di assunzioni che permetta di tamponare l’emorragia di personale, e rilanci la piena attività delle strutture sanitarie pubbliche riconducendo alla normalità i carichi di lavoro ed impedendo il ricorso alle esternalizzazioni, utilizzando le norme previste nelle regioni non sottoposte al piano di rientro per il Turn-Over;

 3. Stoppare i tagli ai fondi contrattuali imposti dal Ministero dell’Economia e dal tavolo per il piano di rientro dal debito, che incidono negativamente sul diritto alla Salute dei cittadini;

 4. Revisione dei protocolli sui Policlinici Universitari che non è assolutamente soddisfacente ed in linea con le esigenze del SSR;

 5. Non bastano più i “tavoli tampone” per superare le gravi crisi di importanti gruppi di imprenditori della Sanità Privata. Bisogna fissare nuove norme sull’accreditamento che impediscano il mancato pagamento degli stipendi ed il Dumping contrattuale. E’ necessaria un’azione forte di coinvolgimento e condivisione degli obiettivi e delle strategie;

 6. Impegno concreto da parte della Regione per siglare insieme alle associazioni datoriali della Sanità PRIVATA una moratoria che blocchi i licenziamenti e l’eccessivo ricorso alla CIGS e metta in trasparenza i bilanci.

 7. Elaborare un “effettivo controllo” sull’operato dei Direttori Generali nelle strutture pubbliche e private di diretta competenza, finalizzato alla trasparenza ed alla lotta all’illegalità e agli sprechi sulle modalità con cui si rapportano con i gruppi privati, finalizzate a spendere meno e meglio le risorse a disposizione;

 8. Abrogare la norma regionale che ha istituzionalizzato, unica in Italia, la riforma Brunetta riaprendo una necessaria ed ineludibile stagione contrattuale sulle riforme di cui la Regione Lazio ed i lavoratori hanno estremo bisogno.

A sostegno delle argomentazioni sopra riportate FP CGIL, CISL FP e UIL FPL proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori della Sanità, Pubblica e Privata della Regione Lazio.

Le iniziative saranno portate direttamente sui posti di lavoro, a partire dall’esposizione delle nostre bandiere e dei nostri striscioni in tutti i presidi sanitari, pubblici e privati del Lazio che porterà, se non avremo risposte concrete dalle istituzioni regionali ad ulteriori iniziative di mobilitazione anche nei confronti dei ministeri vigilanti, unitamente ad una massiccia campagna informativa nei confronti dei cittadini tesa ad evidenziare la drammatica situazione della sanità regionale.

I quadri e i delegati di FP CGIL , CISL FP ,UIL FPL all’unanimità approvano il presente documento.

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