2014 Comunicati Stampa Top News — 09 aprile 2014

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108 MILA EURO LO STIPENDIO MEDIO DEI DIRIGENTI A ROMA

E’ di circa 108 mila euro lo stipendio medio dei dirigenti della Provincia di Roma, dove la retribuzione annua va da un massimo di 201 mila euro per le posizioni di vertice (la media nazionale è pari a 145 mila) a un minimo di 98 mila per le posizioni non apicali. La media scende invece a circa 103 mila se si considerano tutte le Province del Lazio (95 mila nelle altre 4 Province). Province che, tranne Viterbo, sono attualmente tutte commissariate, così come avverrà entro l’anno in corso per l’84% di tutti gli enti provinciali italiani. E, dal 1 gennaio 2015, secondo il decreto Delrio, dovrebbero sparire, o meglio subire una radicale trasformazione che porterebbe, sempre stando al decreto già approvato in Senato, al taglio di tutte le cariche politiche e a un conseguente risparmio economico. “Risparmio relativo – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri visto che l’Ente non sparirebbe ma subirebbe una trasformazione con il giusto mantenimento della maggior parte dei dipendenti e dirigenti che, in alcuni casi, verrebbero dislocati presso i Comuni e le Regioni di appartenenza, con conseguente aumento dei numeri e dei costi. Inoltre, che fine faranno i politici provinciali? Se il loro taglio, presuppone un incremento del numero di assessori e consiglieri regionali e comunali, dov’è il risparmio tanto ambito? Abolire le Province significa tagliarle definitivamente ed affidare i compiti loro attribuiti ai relativi Comuni, che sono gli enti più vicini al territorio e pertanto più competenti per decidere e legiferare in merito. Inoltre, ci sarebbe da capire a chi verrebbero delegati ad esempio i centri per l’impiego? E le varie società partecipate rimarrebbero in piedi?”. Sono otto attualmente le società controllate e partecipate della Provincia di Roma. Due, Capitale Lavoro e Provincia Attiva, con partecipazione al 100%, le altre con quote inferiori: Agenzia sviluppo provincia per le colline romane (69,3%), Cotral Patrimonio (12,9%), Altaroma (6,6%), Car Centro Alimentare Roma (3,9%) e infine Banca Popolare Etica e Aeroporti di Roma con una partecipazione pari allo 0,3%. Ognuna di esse con presidente, amministratore delegato e consiglieri, le cui retribuzioni minime sono pari a 80 mila euro. “A chi verrebbero affidate tali società? – domanda Bombardieri – Chi pagherà gli stipendi dei loro dirigenti? Purtroppo, troppi interrogativi rimangono senza risposta  e questa repentina trasformazione – perché di questo si tratta – non crediamo possa realmente contribuire al risanamento del debito pubblico, soprattutto considerando che i costi delle Province ammontano all’1,3% della spesa complessiva della pubblica amministrazione del nostro Paese e al 4,3% dei costi delle amministrazioni locali. Sicuramente la loro reale abolizione costituirebbe un passo avanti nell’ottica di una vera spending review e di un necessario  snellimento amministrativo e burocratico del nostro Paese. Ma abbiamo bisogno di manovre reali e non soltanto proclami enunciati a gran voce”. All’ente Provincia fanno capo i centri per l’impiego che nel Lazio sono 39, di cui 25 soltanto a Roma (16 in provincia, 5 nella Capitale e 4 all’interno delle Università), 4 a Frosinone, 5 a Latina, 2 a Rieti e 3 a Viterbo. Centri ai quali nel 2012 si sono rivolti più di 40 mila giovani under 25. “Strutture che – continua Bombardieri – crediamo debbano essere assegnate ai Comuni di riferimento, ma di cui, al momento, non si parla, nonostante l’elevato costo che queste comportano, soprattutto in relazione agli esigui risultati ottenuti. Inoltre – prosegue il segretario generale – se immobili e strutture logistiche provinciali rimarranno in piedi perché, come previsto dal disegno di legge Delrio, una serie di funzioni comunque resteranno in capo a questi enti territoriali, non ci sarà un ulteriore aggravio di spese?”.

(*Fonti:
http://www.uilromalazio.com)

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