NEWS Top News UIL CSP FROSINONE — 06 febbraio 2015

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Sulla Torino-Lione interviene pure l’ufficio antifrode dell’Unione europea. Dopo la denuncia degli eurodeputati francesi di “Europe ecologie les verts”, l’Olaf ha avviato un’indagine per accertare le eventuali irregolarità della linea ad alta velocità, che dovrebbe essere cofinanziata da Bruxelles. La notizia è stata diffusa il 5 febbraio da Karima Delli e Michèle Rivasi che, insieme al portavoce dei No Tav transalpini Daniel Ibanez, hanno commentato: “La serietà delle prove raccolte obbliga l’Olaf a indagare su questo progetto, obiettivo di un cofinanziamento europeo. L’apertura di un’inchiesta è la prova stessa che non si tratta di accuse, ma di fatti reali e frodi fatte a danno del bilancio dell’Ue”. Non è stato possibile ottenere ulteriori dettagli dal portavoce dell’Olaf.

L’11 novembre scorso le due europarlamentari verdi hanno consegnato ai rappresentanti dell’organismo antifrode documenti sui lavori eseguiti da alcune ditte della Val di Susa “sospettate di essere legate alla mafia”. In estate, nell’operazione “San Michele” della Dda di Torino, erano emersi i rapporti tra un imprenditore, Ferdinando Lazzaro, e un presunto fiancheggiatore della locale di ‘ndrangheta di San Mauro Marchesato, per dei lavori preliminari nel cantiere di Chiomonte. Inoltre tra i sospetti di Delli e Rivasi ci sono pure alcune forniture non conformi alle richieste; l’assenza di sanzioni ai dirigenti della Lyon-Turin Ferroviaire Paolo Comastri e Walter Benedetto, condannati in primo grado per turbativa d’asta; alcuni costi aumentati più del dovuto e i conflitti d’interesse di alcune ditte francesi. “La nostra azione si inserisce nel quadro di raccomandazioni della Corte dei conti francese che ha denunciato l’assenza di pertinenza e redditività dovute al costo proibitivo di quel progetto”, dichiaravano in autunno. L’Olaf non ha spiegato alle due eurodeputate se indagherà su tutti gli ambiti indicati o su alcuni settori più specifici. Gli investigatori europei avranno sei mesi di tempo per continuare, dopodiché potrebbero trasmettere i documenti alle procure italiane e francesi. Secondo Rivasi a quel punto la Commissione europea potrebbe anche decidere di interrompere i finanziamenti al progetto.

“Oggi più che mai – aggiungono Rivasi e Delli insieme all’europarlamentare italiana Monica Frassoni – continueremo per vie legali a lottare contro questo progetto tanto costoso quanto inutile e useremo tutte le strade necessarie a raggiungere il nostro obiettivo. È a dir poco irresponsabile spendere oltre 26 miliardi di euro per un progetto del genere, quando sarebbe sufficiente, per raggiungere lo stesso scopo, sfruttare a pieno la linea ferroviaria già esistente, ma ancora sottoutilizzata”. A proposito di spesa pubblica, proprio di recente il Centro studi della Camera dei deputati ha certificato l’aumento dei costi della costruzione della nuova linea per 2 miliardi 358 milioni di euro.

Silvia Morini

(*Fonti:
“Il fatto quotidiano”)

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