pari-opportunita210/03/2015 | PariOpportunità. 

Al termine del suo mandato, la Consigliera Nazionale di Parità, Alessandra Servidori,  ha voluto  regalare alle donne un suo lascito ricco di consigli ed esortazioni.

Attualmente ci sono due Organismi nazionali di parità per le donne che, date le ristrettezze economiche  cui detti organismi hanno dovuto far fronte, potrebbero coincidere con qualche inopportuna sovrapposizione di ruoli e di competenze.

Radunare le energie potrebbe essere il giusto suggerimento ma, alle suggestioni della Consigliera Nazionale, crediamo opportuno anteporre la necessità di uno “spazio” dedicato alla pari opportunità nel lavoro e nella società.

La Presidenza del Consiglio potrà (e lo farà, senza dubbio) esercitare un ruolo di  grande pressione perché la parità di genere diventi un fatto compiuto nella società italiana, ma le discriminazioni, le violenze e gli abusi sul lavoro sono tuttora la conseguenza di un’inadeguata gestione della cosiddetta questione femminile, che riguarda, anche, essenzialmente i diritti delle donne nel lavoro.

Le problematiche relative all’immigrazione, al lavoro non tutelato, alle discriminazioni sulla base di diversi orientamenti sessuali alle esclusioni sul lavoro, sono ancora assai presenti e non risolte,  come non risolte sono le questioni delle dimissioni in bianco e della maternità.

Guardando al futuro, è più che mai necessario il ripristino del Dicastero delle Pari Opportunità, retto da un Ministro, con l’incarico  di creare tra le diverse Istituzioni  e Ministeri, quelle azioni di mainstreaming, mai realizzate nel nostro Paese e che sono alla base della ancora limitata efficacia delle politiche di genere.

Roma, 10 marzo 2015

(*Fonti:
www.uil.it
)

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Alessandro

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