NEWS Top News UIL CSP FROSINONE — 19 marzo 2015

ATTENTATO-TUNISI

Strage di turisti al Museo del Bardo di Tunisi. Ieri, 18 marzo 2015, oltre 20 persone, tra cui anche 4 cittadini italiani, sono state uccise in un attacco terroristico nella città tunisina. Cinque uomini armati travestiti da militari hanno assaltato il celebre museo, nel cuore di Tunisi, accanto al Parlamento, obiettivo originario dei terroristi. C’è stata una sparatoria, un assedio con decine di turisti presi in ostaggio e poi la strage. Un blitz delle forze antiterrorismo tunisine ha messo fine dopo un paio d’ore all’assedio. Ma il bilancio finale è drammatico: i numeri sono ancora incerti, si parla appunto di oltre 20 morti, e decine di feriti. La Farnesina ha confermato oltre ai 4 morti italiani, anche il ferimento di 13 connazionali.

L’Isis avrebbe espresso sui social network il suo plauso per l’attacco, ma non una piena rivendicazione. Due degli attentatori, entrambi di nazionalità tunisina, sono morti, ha riferito il governo di Tunisi, mentre tre membri del commando sarebbero riusciti a fuggire. In serata due sospetti sono però stati arrestati. Gli altri morti sono due tunisini, tra cui un agente di polizia, e, oltre agli italiani, dei cittadini polacchi, tedeschi e spagnoli.

Gran parte degli italiani coinvolti erano membri di un gruppo appena sbarcato da una nave della Costa Crociere. Al momento dell’attacco, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici con i partecipanti alla crociera. Tra loro, un gruppo di dipendenti del Comune di Torino.

“L’Italia non si farà intimidire”, ha assicurato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha parlato di “inaudita violenza”. Mentre il premier Matteo Renzi ha espresso vicinanza al governo ed alle autorità tunisine.

Poco dopo la fine del blitz, è apparso in tv il premier tunisino Habib Essid: “Questa sarà una guerra lunga – ha affermato – dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo”.
In serata avenue Bourghiba, il luogo simbolo delle manifestazioni della rivoluzione dei Gelsomini, si è riempita di tunisini con bandiere al vento scesi in strada contro il terrore: “La Tunisia è libera, fuori il terrorismo”, scandiva la gente. Mentre il video dei deputati blindati nel Parlamento durante l’attacco che cantavano a squarciagola l’inno nazionale faceva già il giro del web.

19 Marzo 2015

(*Fonti:
Sky Tg 24)

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Alessandro

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