NEWS Top News UIL CSP FROSINONE — 06 novembre 2015

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04/11/2015 | Sindacato.

Bene l’accelerazione della spesa dei fondi europei attraverso la clausola investimenti, ma per il Sud occorre ben altro iniziando da significativi investimenti per le infrastrutture materiali e immateriali, concentrando le risorse su pochi ma utili progetti mirati allo sviluppo e alla ripresa economica.

Nel Sud occorre reintrodurre una politica di fiscalità di vantaggio che colmi il gap produttivo tra le varie aree del Paese.

Occorre, quindi, mantenere, per il Sud, le attuali regole per l’esonero contributivo (3 anni e decontribuzione piena), detassare gli utili delle imprese, attraverso l’azzeramento dell’IRES per 3 anni a quelle aziende che, attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato, aumentino la loro base occupazionale.

Inoltre, nel Sud d’Italia, occorrerebbe individuare in ogni Regione delle “Zone Economiche Speciali”, ovvero delle zone con tassazione diretta e indiretta inferiore a quella stabilita dalla Legge, quale strumento attrattivo di investimenti.

Infine, non vorremmo che l’ “ansia da prestazione” (riuscire a spendere in un anno 5,1 miliardi di cofinanziamento nazionale) per poter usufruire della clausola di investimenti, porti a una spesa che guardi più alla quantità che alla qualità degli interventi.  La prossima legge di Stabilità è un’occasione straordinaria, che il Governo potrà cogliere,  per far fare il necessario salto di qualità per il Sud e per i Paese.

4 novembre 2015

UIL Frosinone

(*Fonti:
www.uil.it
)

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Alessandro

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