NEWS Top News UIL CSP FROSINONE — 19 febbraio 2016

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16 febbraio 2016. Primo giorno.

È stata una discussione dai toni accesi con rimandi a incostituzionalità di un emendamento di cui la costituzionalità era già stata assoldata nella votazione del 28 gennaio 2016, con alternanza quasi delirante di parlamentari mossi da spiriti di indignazione e richiami al Vangelo (cosa c’è poi di strano, essendo in uno stato che si definisce laico?).

Riassumiamo alcuni degli interventi.

Romano ci mette a disposizione la sua cultura spiegandoci che il canguro è un animale che salta, ed esorta: “Per il rispetto delle regole della democrazia ritiriamo l’emendamento Marcucci!(*) “, il cosiddetto “canguro”.

Grasso è attaccato su tutti i fronti e la maggior parte dei senatori definisce il suo comportamento antidemocratico. Mauro (Grandi Autonomie e Libertà) spinge sul Movimento 5 Stelle affinché voti contro l’emendamento canguro.

A seguire Zanda e Casini. Zanda con una gaffe cede la parola a Casini. Grasso interviene ricordando che deve essere lui a dare la parola a Casini. Ad ogni modo, Casini fa un escursus della sua storia nella politica italiana e bacchetta il Pd ritirando fuori il tema a lui tanto caro della “famiglia tradizionale” [antropologicamente parlando la famiglia tradizionale non esiste, esistono vari modelli famigliari, ma nessuna famiglia tradizionale, ed anche se quella che siamo abituati a vedere in Italia (e che quindi potremmo al massimo chiamare “consuetudinale”) fosse “tradizionale” cosa proverebbe? Studi scientifici provano che non vi è differenza tra una famiglia formata da una coppia eterosessuale ed una coppia omosessuale. Il mondo progredisce. Il  progresso non si attua osteggiandolo con il conservatorismo oscurantista. Ma mentre il resto del mondo progredisce, l’Italia pensa bene di rimanere ancorata alla dottrina patriarcale cattolico-cristiana che così amorevolmente ci viene inculcata dal battesimo in poi.)].

È la volta di Zanda, senatore Pd, il quale spiega che non è eticamente accettabile che una minoranza della popolazione sia senza diritti, ma non solo, ricorda che non è una questione dibattuta entro i confini italiani: “Non si può ignorare la Corte Costituzionale che ci ha condannati, non si può non fare questa legge e se non si è in grado di approvare questa legge c’è da vergognarsi, dopo così tanti anni che se ne parla, – da notare che è il primo ed unico senatore a portare l’attenzione sui tentativi di parificare diritti omosessuali a partire dal 2013 in poi –  Zanda aggiunge che si sta volutamente dispregiando la volontà popolare.

Tra urla e richiami all’ordine da parte di Grasso, il dibattito continua con l’intervento di Palma (cattolici Partito Democratico) che spazia da una coppia lesbica tirata fuori a caso il cui discorso non trova conclusione, passando per una coppia omosessuale che decide di avere un figlio e che “addirittura” vorrebbe che l’adozione venisse attuata anche se il figlio della coppia omosessuale ipotetica fosse già adottato da una delle parti contraenti.

Si sta differenziando tra figli naturali, figli adottati da uno dei coniugi, e figli di madre surrogata? Ormai siamo ai limiti della sopportazione. Non poteva mancare il riferimento al cambio di sesso, per arrivare alla “rottamazione della democrazia”, il tutto privo di motivazione e conclusione alcuna. (Da notare che la maggior parte degli argomenti di cui Palma ha parlato non rientra nel disegno di legge Cirinnà)

Airola (Movimento 5 Stelle) inizia a descrivere un calvario in cui è “Tutto sulle nostre spalle” ed inizia a sciorinare gli innumerevoli provvedimenti, sacrosanti e giusti, approvati “soltanto per loro volontà”, – chissà dove erano tutti gli altri ad appoggiarli -. Continua, dopo uno scontro acceso con un congiuntivo (“così se ci/vi trovereste, se ci troveressimo, se ci trovassimo”) conclusosi correttamente sotto suggerimenti vari, annunciando che il “canguro” è un escamotage per bypassare una serie di emendamenti, ed è qui che in pratica il Movimento 5 Stelle firma il suo suicidio. Ma torneremo su questo più tardi.

Nell’ultimo intervento De Petris (SEL) chiede il rinvio del voto ed in questo modo la seduta è chiusa. Nei social ci si chiede il perché dopo un lodevole discorso sulla parità dei diritti, la senatrice avesse chiesto di rinviare la votazione al mercoledì successivo. La motivazione sta nel fatto che una pausa si è resa necessaria dopo il voltafaccia del Movimento 5 Stelle che ha di fatto sabotato la legge Cirinnà, o quantomeno osteggiata, visto che il fronte a favore dell’approvazione è composto da PD, SEL, ALA: senza i voti del M5s non si arriva al quorum necessario per l’approvazione del “canguro” (il M5s aveva precedentemente espresso più volte l’incondizionato appoggio alla parificazione dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali. Da qui l’ira degli elettori pentastellati stessi, di tutti coloro che credono nella giustizia ed ovviamente di tutti coloro che soffrono ogni giorno della mancata equiparazione dei diritti tra persone, di qualsiasi orientamento sessuale siano).

*L’emendamento Marcucci: il cosiddetto “canguro” avrebbe fatto passare la legge Cirinnà senza dover approvare più di 400 emendamenti di ridicolo contenuto inseriti dalla Lega, palesemente introdotti appositamente per procrastinare i tempi dell’approvazione, ormai non così certa, del ddl Cirinnà. Inoltre sarebbe stato sciolto il nodo su cui si incentrano le maggiori contrapposizioni, ossia l’articolo 5: la stepchild adoption.

17 febbraio 2016: Secondo giorno.

Il secondo giorno è stato caratterizzato da una breve riunione visto che è stato deciso in poco tempo di rinviare la votazione sul ddl Cirinnà a mercoledì 24, senza l’inserimento dell’emendamento Marcucci.

Grasso apre la seduta e prende una decisione, il cosiddetto “giro di vite sui furbetti”. In pratica delibera che a coloro che furbescamente lasciano il tesserino di presenza inserito nella loro postazione per poi assentarsi, verrà tolta la diaria. Questa pare essere la maggiore preoccupazione di tutti i senatori in aula; effettivamente c’è da preoccuparsi per il loro misero stipendio.

Zanda chiede subito un rinvio di 48 ore per riflettere sugli emendamenti che dovranno essere votati.

Calderoli inizia subito a parlare della diaria che Grasso ha deciso di ritirare in caso di assenteismo, in seguito parla degli emendamenti, in particolare dell’emendamento Marcucci attaccandolo, dicendo che contrasta con vari articoli della Costituzione in particolare con l’articolo 7, 102, 102 comma 2.

Sembra di essere all’estrazione del lotto. Con una dimostrazione di superba ignoranza lessicale afferma che “il canguro è la fotografia del ddl Cirinnà” e su questa base chiede a Grasso di vietare l’emendamento Marcucci.

Seguono rimandi al Vangelo, beffandosi così dell’articolo 3 della Costituzione Italiana: in un paese laico e democratico prendere le decisioni riguardanti i diritti di un’intera popolazione, inclusi coloro facenti parte della stessa ed aventi nessun credo od un diverso credo da quello cristiano è incostituzionale. “Gesù disse a Giuda: prima che il gallo canti, tu mi tradirai tre volte”. Non poteva mancare l’affondo sulla stepchild adoption che chiama erroneamente (ed a bella posta) “adozione gay”.

L’esponente di Forza Italia Romani parla di rimandare di 48 ore la votazione per riconsiderare dall’inizio tutto il provvedimento. (Ricordiamo che il 28 gennaio sono state respinte le pregiudiziali di Costituzionalità)

La parola va a Catalfo del Movimento 5 Stelle che parla del “profondo convincimento sui diritti umani” la cui prova consisterebbe nel fatto che il Movimento 5 Stelle non ha prodotto alcun emendamento aggiuntivo e che la legge va bene così com’è, ma sottolineando che il Marcucci non poteva essere votato:”non si possono barattare i diritti con la democrazia, questi emendamenti ridicolizzano i diritti umani, mentre occorrono emendamenti che entrano nel merito, in modo coerente e rispettoso di tutte le sensibilità del nostro paese.” e riguardo il rinvio della votazione si dice contrario, sottolineando che loro intenzione è quella di eliminare gli emendamenti che “ledono le dignità”, tra cui il canguro, inserendo e coniando un nuovo termine “non si possono cangurare gli emendamenti”. Non manca la lista dei meriti del Movimento 5 Stelle su altre leggi, (constatatiamo la consuetudine dei senatori 5 stelle di rimarcare ciò che hanno fatto, ma non quello che rifiutano di fare). Per tutta risposta l’intervento di Repetti (Alleanza Popolare Autonomia): “Ci sono persone che ci seguono da anni e che ci richiedono dei diritti. Il Movimento 5 Stelle, che è nato con la prerogativa di essere diverso dai vecchi partiti, ha dimostrato di incarnare il peggio della vecchia politica, calpestando delle persone che attendevano il riconoscimento dei loro legittimi diritti. La questione procedurale è stato solo un pretesto.”.

Grasso richiama nuovamente all’ordine, sembra di essere in una scuola elementare nel momento della ricreazione, tanto che il “professor” Grasso minaccia di sospendere l’udienza in aula se non si calmano gli animi.

Segue Schifani (NCD-UCD) che  ribadisce che la sua fazione appoggerebbe una legge che regolarizzi le unioni civili, ma stralciando la stepchild adoption, che anch’egli chiama adozione omosessuale. A questo punto interviene Romani (Misto Italia dei Valori) affermando che l’emendamento deve tornare in commissione:”la democrazia senza diritti non è niente. Siamo in un paese in cui dobbiamo ridurre le disuguaglianze e combattiamo per farlo, quindi diciamolo chiaramente: questa legge vuole essere approvata o no?”  oppure si lasci che “La Corte Costituzionale, la Corte di Strasburgo, la Corte di Cassazione si sostituiscano ai senatori per dare i diritti a quelle persone cui continuano ad essere negati”. Continua differenziando l’adozione dalla stepchild adoption, sottolineando che il diritto del bambino ad avere una famiglia e della famiglia ad avere un bambino è sacrosanto, ma anche che “questa è la definizione di adozione, non la stepchild adoption”. La step child adoption consiste nel riconoscimento dei diritti del figlio del coniuge nel caso di unione civile, qualora l’altra persona avesse un figlio da una relazione precedente.

La stepchild adoption non è adozione, non è maternità surrogata, quest’ultima tra l’altro illegale in Italia. Tutto ciò è stato montato ad arte per osteggiare una legge che finalmente potrebbe dare dei diritti a delle persone che attualmente non hanno altro che doveri.

La seduta si conclude con una votazione in cui la maggior parte dei senatori si esprime a favore del rinvio della votazione a mercoledì 24 febbraio… E c’è già chi parla di un ulteriore rinvio a marzo.

Silvia Morini

Uil Frosinone

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