NEWS Top News UIL CSP FROSINONE — 13 settembre 2016

Il leader della Uil: «Il nostro sud, tra eccellenze e paradossi»

barbagallo_hitachi

08/09/2016 | Segreteria_Generale.

Anche in questo stabilimento, i più anziani non hanno memoria della visita di un Segretario generale confederale: «Ho collezionato un’altra prima volta», ha chiosato Carmelo Barbagallo parlando con i lavoratori che ha incontrato visitando i singoli reparti. E la fabbrica che stavolta lo ospita è l’Hitachi, leader mondiale nel settore delle costruzioni ferroviarie. Fino a dieci mesi fa, questa realtà si chiamava Omeca e faceva parte della galassia Finmeccanica. Poi sono subentrati i giapponesi. E la storia è cambiata, in meglio, stando ai risultati e alle testimonianze dei lavoratori.

Oggi, Barbagallo ne ha varcato i cancelli per vedere da vicino come funziona questo piccolo gioiello italiano, nelle cui potenzialità ha creduto l’imprenditore giapponese, e si è confrontato con i vertici aziendali, con l’amministratore delegato collegato in videoconferenza e, soprattutto, con i dirigenti locali e i delegati della Uilm, orgogliosi del primato raggiunto, proprio tra queste mura, nei consensi e negli iscritti.

«È uno stabilimento moderno e razionale – ha sottolineato Barbagallo – ci sono le condizioni per un futuro positivo e di eccellenza. C’è una mentalità nuova, anche se bisogna risolvere alcuni problemi, a cominciare dalla conferma dei 60 lavoratori interinali che stanno contribuendo, insieme a tutti i loro colleghi, alla rinascita dell’azienda. Resta da affrontare, inoltre, una questione di carattere nazionale che riguarda tutti i lavoratori metalmeccanici: il rinnovo dei contratti».

Il leader della Uil è poi intervenuto sugli endemici problemi del nostro Mezzogiorno: “Proprio da questa visita – ha detto – emerge un clamoroso paradosso: in Calabria ci sono due diversi stabilimenti, entrambi all’avanguardia nel settore ferroviario, ma non c’è l’alta velocità. È una delle tante contraddizioni del nostro Sud che deve essere rilanciato, a partire da una politica industriale che ne favorisca la ripresa e da investimenti in infrastrutture. Se non cresce il Sud – ha concluso Barbagallo – non cresce il Paese”.

Reggio Calabria, 8 settembre 2016


(*Fonti:
www.uil.it)

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Alessandro

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