16/10/2018 | PariOpportunità.

Roma, 16 ottobre: Donne: CGIL CISL UIL – “La conciliazione non è e non deve essere un affare di donne ma deve riguardare tanto le lavoratrici quanto i lavoratori. Per questo, come sindacato, abbiamo sostenuto in questi anni, anche nelle diverse sedi di interlocuzione istituzionale, tutte le norme che muovessero in questa direzione. Una di queste è stata la sperimentazione del congedo obbligatorio di paternità – 4 giorni retribuiti – che termina la sua fase proprio quest’anno, il 31 dicembre prossimo, e di cui non si fa parola alcuna.  Questa prospettiva ci preoccupa particolarmente, considerato il significativo apporto che questo istituto può dare in termini di promozione della parità e pari responsabilità tra uomini e donne. Chiediamo dunque all’Esecutivo non solo una conferma del congedo ma anche una sua configurazione strutturale, e di aumentarne la portata – almeno a 10 giorni, in linea con la proposta di direttiva europea attualmente in discussione – oltre che di prevederne vita autonoma, ovvero non in sostituzione di quello di maternità. Chiediamo al Governo un confronto sul tema, convinte della necessità di misure che possano favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e di incentivare un’effettiva condivisione genitoriale, superando la visione tradizionale della conciliazione come strumento destinato unicamente alle donne.”

 

Loredana Taddei, Responsabile Politiche di Genere CGIL

Liliana Ocmin, Responsabile del Coordinamento Donne CISL

Laura Pulcini, Responsabile del Coordinamento Pari Opportunità UIL

 

UIL Frosinone

 

(*Fonti:

www.uil.it)

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Alessandro

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